Sono le 4 di mattina, c'è il Johnny Walker in saletta, c'è il vinile di Iron & Wine, ci sono due quarti degli Shout.
- Qual è la prima immagine che vi viene in mente per descrivere l'ultimo anno passato dagli Shout?
s Gli Shout che registrano l' album al Niski, uno studio di legno, accogliente, che sta vicino a casa. Volevamo andare a registrare a Bologna ma certe canzoni non sarebbero nate. Andrea Stanisci è un fonico ideale, mentalmente aperto, il suo studio per noi è perfetto.
- Cosa pensate del mondo discografico? Credete ancora nel messaggio del rock? Che senso ha spendere tutte le proprie risorse (umane ed economiche) per un disco?
s Il rock è una cosa che per avere senso deve continuamente rinnovarsi, non si può ancora suonare come i Led Zeppelin; il problema più serio riguarda la sicurezza di poter fare quello che si vuole riuscendo anche a camparci. Per un gruppo come gli Afterhours la cosa sembra essere riuscita perfettamente, noi possiamo arrivare a essere conosciuti ma se non succede il senso di quello che facciamo rimane intatto: se possiamo suonare qua in saletta quello che abbiamo fatto ha un senso. Il mondo discografico esiste e noi speriamo di emergere ma non ci prendiamo troppo sul serio, è semplicemente un sogno che vogliamo realizzare, il rock è questo, è un punto di arrivo, è l'espressione di noi e della nostra adolescenza.
- Quanto conta stare a Morolo anziché da un'altra parte?
s E' la provincia che conta, è il problema di non essere conosciuti né calcolati. Siamo più immediati, più proletari in certo senso. Suoniamo per un'urgenza, magari nella grande città ci sono più vizi e si pensa di più al futuro più o meno assicurato. Nessuno ha la libertà a Roma o a Milano di isolarsi in un posto come questo dove fino alle 4 siamo stati a costruire la nostra musica anche oggi. Magari l'isolamento è un problema per la nostra visibilità ma è un vantaggio per la nostra espressione.
- Voi volete fare i musicisti di professione?
s Sì. Sulla carta d'indentità dovremmo scrivere "musicista" ma quella di Ettore è scaduta da 4 anni. Gli Shout si sono conosciuti per caso, poi ci sono stati tanti eventi e siamo cresciuti in modo spaventoso, grazie alla Cantina, agli altri gruppi, abbiamo conosciuto tutto un mondo e questo ci basta, siamo contenti che siano successe tutte queste cose. Questo va al di là della musica e dei dischi, qua si parla di amicizie, di persone che si conoscono, che si amano, che si influenzano a vicenda. Ci dà fastidio chi snobba tutto ciò che ci sta attorno. Chi è contro la Scena non si rende conto che dobbiamo tutto alla Scena e che la musica, la nostra e quella degli altri gruppi, ha senso se c'è gente che la vive e che la ascolta.
- Siete contenti delle cose che avete registrato?
s Il disco è un concept sullo stare solo in casa, è un disco misantropo, un manuale per non suicidarsi. Ci sono tanti riferimenti letterari, musicali e cinematografici, ci sono samples di film e tanti messaggi cifrati. Ci sono tanti piccoli segreti che prima o poi sveleremo. Il disco gira intorno alla solitudine.
- E' un disco fatto col cuore o con la ragione?
s Molto con il cuore, ci sono errori e cazzate perché noi suoniamo così. E' un fatto di etica.
- Siete d'accordo con la teoria che c'è troppa gente che non sa suonare e che registra dischi e che quindi bisognerebbe selezionare in modo più severo i prodotti da pubblicare?
s Chi dice questo non è credibile. E' vero che tutti registrano però l'ascoltatore poi può scegliere, non è un problema; si può suonare con la chitarra scordata, non è vero che ci vuole l'approccio tecnico, è solo una cosa mentale. Se per esempio vedi un film e ti comunica un'urgenza da esprimere in musica, allora puoi fare un disco, è l'approccio che conta: Lorenzo Maniccia, per esempio, è un musicista, è ispirato, sticazzi che non è tecnico!
- Dove andrete in vacanza questa estate?
s Pensavamo che sarebbe stato il nostro anno ma mi sa che ci siamo sbagliati...
- Come pensate di farvi conoscere?
s Non faremo girare il disco prima dell'uscita, forse faremo qualcosa ma ancora non lo sappiamo.
- Chi vi ha cambiato la vita?
s Gianluca Testani e il John Frusciante solista.

